
Un “onesto segugio” in cammino.
Se dovessi raccontarmi con un’immagine, sceglierei quella dell’“onesto segugio”.
Un segugio non ha bisogno di stare davanti a tutti. Annusa, cerca la traccia, osserva, si orienta, qualche volta perde la pista e ricomincia a cercarla. E soprattutto sa che, per arrivare lontano, bisogna camminare insieme.
È un’immagine che sento vicina al mio modo di vivere lo scoutismo.
Sono Gianfranco Provenza, 64 anni, ingegnere, magister della Comunità MASCI “Un’ala di riserva” di Angri. Sono sposato con Rosalba, con la quale condivido da sempre il cammino nello scoutismo. Insieme abbiamo costruito la nostra comunità familiare, con Maria Rosaria, Giovanna e Anna Chiara e… la cagnolina Titty.
Sono nello scoutismo da più 50 anni, di cui almeno 18 nel MASCI. La mia vita professionale mi ha portato a viaggiare molto e a incontrare persone, culture e modi diversi di vivere, di pensare e di lavorare. Un’esperienza che mi ha fatto sperimentare quella dimensione di “cittadino del mondo” che BP aveva intuito come parte essenziale dello spirito scout.
Nel mio cammino ho vissuto diverse esperienze di servizio: in AGESCI come Capo Unità nelle branche E/G e R/S e come Incaricato di Zona alla Formazione Capi; nel MASCI come co-fondatore e magister della Comunità di Angri, Formatore nazionale e Coordinatore della Pattuglia Formazione Regionale fino al 2023.
Ho avuto così la fortuna di conoscere il Movimento da prospettive diverse: dalla vita della Comunità al servizio regionale, fino alla formazione nazionale, attraverso esperienze come l’Arcipelago delle Opportunità, i Campi della Scoperta e della Responsabilità, i Campi di Animazione e i Campi I Care.
Sono state tante tracce, tante persone, tanti incontri.
E proprio questo cammino mi ha insegnato che chi assume una responsabilità nel Movimento non è chiamato a indicare la strada agli altri, ma piuttosto a cercarla insieme, aiutando le Comunità a incontrarsi, confrontarsi, generare nuove idee e crescere.
È con questo spirito che oggi offro la mia disponibilità.
Per gratitudine, verso tutto ciò che lo scoutismo e il MASCI mi hanno donato.
Per responsabilità, perché sento il desiderio di restituire, attraverso un nuovo servizio, almeno una parte di ciò che ho ricevuto.
Per visione, perché credo nel cammino verso un #MASCIFUTURO capace di rinnovarsi senza perdere le proprie radici, attraverso uno stile scout, sinodale e generativo.
Non ho la pretesa di conoscere già tutta la strada.
Ho però ancora voglia di cercare la traccia, di ascoltare, di mettere a disposizione la mia esperienza e, soprattutto, di imparare dagli altri.
Perché, in fondo, è questo che fa un buon segugio: cerca, fiuta, sbaglia, riparte e non smette di andare.
E quando arriva una chiamata al servizio, la risposta è quella di sempre:
“Eccomi, sono pronto a fare del mio meglio per servire.”
