
Antonello Apice,
nato a Capua (CE) l’11 luglio 1966, felicemente sposato con Anna Ranucci, e padre di Michela e Federica.
Professionalmente è Responsabile Amministrativo e Finanziario presso aziende private.
Dal 2019 ha iniziato a frequentare la Comunità MASCI di Capua ed è censito dall’anno 2020. Il suo ingresso nella Comunità è nato dall’invito dei fratelli e delle sorelle “storici” della Comunità, al quale ha risposto
con un “SÌ INCONDIZIONATO”. È stata, però, una scelta maturata e condivisa insieme alla moglie Anna, nella convinzione che vivere questa esperienza “INSIEME” rappresenti un’importante occasione di crescita, anche per una coppia con una lunga esperienza di vita matrimoniale.
La sua esperienza scout è iniziata nel 1973, nei Lupetti, e si è conclusa in Reparto nel 1986.
Un’esperienza giovanile che, però, ha lasciato un seme che non si è mai disperso; anzi, nel tempo, quel seme è rimasto ben radicato.
Ne è una testimonianza anche il percorso vissuto dalle figlie, Michela e Federica, che hanno entrambe seguito l’intero cammino scout fino alla Partenza.
Lo scautismo, quindi, non è mai stato per Antonello soltanto un’esperienza del passato, ma una parte importante della sua formazione e della sua identità, rimasta viva e pronta a essere riscoperta e vissuta in una nuova stagione della sua vita.
Ha condiviso con la moglie Anna un significativo percorso nella Parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo di Capua, oggi inserita nella realtà delle Parrocchie Capua Centro.
In questo contesto ha avuto l’opportunità di vivere numerose esperienze di formazione e di servizio, attraverso la Pastorale Familiare e Giovanile, la partecipazione a corsi di formazione parrocchiali, diocesani e nazionali e i percorsi di catechesi. Non sono mancate le occasioni concrete di servizio e di partecipazione alla vita comunitaria: insieme alla moglie Anna ha fatto parte del Coro, del Gruppo Famiglia e dell’Oratorio, ricoprendo in alcune di queste realtà anche il ruolo di coordinatore. Ha inoltre vissuto un’esperienza di volontariato presso la Casa della Divina Misericordia, mettendosi a disposizione delle persone e delle situazioni che chiedevano attenzione e presenza. Attualmente è membro del Consiglio Pastorale e del Consiglio Direttivo dell’Associazione ANSPI Centro Momo’s,
dove svolge il ruolo di Tesoriere e contabile. Sono esperienze diverse tra loro, ma tutte accomunate da un elemento fondamentale: la convinzione che la fede, la comunità e il servizio acquistino senso quando diventano presenza concreta nella vita quotidiana.
Vivo lo scautismo, e in particolare lo Scautismo Adulto, come una scelta di vita. È una scelta che parte innanzitutto da me stesso: dal desiderio di mettermi continuamente in discussione, di “stuzzicare” me stesso, di non sentirmi mai arrivato e di continuare quel percorso di crescita personale che considero parte integrante dello spirito scout. Vivere il MASCI significa per me alimentare la mia Fede, riscoprire quotidianamente il valore dei principi scout e cercare di renderli concreti nella mia Comunità, nella realtà parrocchiale e, per naturale conseguenza, nella società.
Credo che essere adulti scout significhi soprattutto testimoniare attraverso ciò che si fa, mettendo a disposizione tempo, competenze, esperienza e disponibilità. È questo il senso che attribuisco al servizio attivo: non qualcosa di straordinario o occasionale, ma una disponibilità concreta a essere presenti là dove c’è bisogno, a partire dalla Comunità e dalla realtà
parrocchiale di appartenenza, tenendo conto delle numerose attività già in essere e di quelle che potranno nascere.
Credo fermamente che il MASCI rappresenti un’occasione da cogliere, soprattutto in una società nella quale i rapporti interpersonali e le esperienze associative hanno, indubbiamente, perso parte del
loro appeal. Viviamo spesso in una realtà nella quale “l’apparire” sembra essere più curato dell’“essere”. È proprio di fronte a questo scenario che, a mio modesto avviso, diventa necessario rilanciare, e forse ancor prima riproporre con convinzione, lo spirito scout come stile di vita quotidiano. Uno stile fondato sull’autoeducazione, sulla Fede, sulla responsabilità, sul servizio e sull’attenzione all’altro.
Un’attenzione che deve rivolgersi soprattutto agli ultimi, non soltanto a quelli che sono “visibili”, ma anche a quelli che rimangono “invisibili”, spesso perché nessuno si ferma ad ascoltarli e sono a noi vicini. Credo, pertanto, che una delle parole chiave del nostro tempo debba essere
proprio ASCOLTO: ascoltare le persone, ascoltare le Comunità, ascoltare il territorio e saper cogliere anche ciò che non viene espresso apertamente.
Partendo da queste convinzioni, ritengo opportuno impegnarmi per:
Promuovere uno Scautismo Adulto Attivo, rendendolo maggiormente visibile, riconoscibile e attrattivo nel territorio regionale, favorendo l’ingresso di nuovi soci e accompagnando, laddove se ne ravvisino realmente i presupposti, la nascita di nuove Comunità.
Sono convinto, infatti, che non sia il numero a fare una Comunità, ma la qualità del progetto, delle relazioni e del cammino che accompagna quel numero. Curare l’ascolto delle Comunità, cercando di intercettare per tempo eventuali difficoltà, esigenze e criticità e mettendo in campo, per quanto possibile, azioni di accompagnamento e supporto.
Rafforzare e qualificare i rapporti con le istituzioni, a livello locale, provinciale e regionale, così come con le altre realtà associative e sociali presenti sul territorio, affinché il MASCI possa essere una presenza riconoscibile e propositiva.
Promuovere progetti concreti per la salvaguardia del Creato, coerenti con i Patti Comunitari, con i documenti del Movimento e con quella responsabilità verso la casa comune che considero parte
integrante della nostra testimonianza scout e cristiana.
Consolidare i rapporti con lo scautismo giovanile, offrendo soprattutto ciò che noi adulti possiamo realmente mettere a disposizione: esperienza, presenza, ascolto e supporto.
Dobbiamo, infatti, essere consapevoli delle difficoltà concrete che oggi possono incontrare le realtà giovanili: giovani che studiano o lavorano fuori dal territorio, adulti impegnati professionalmente nel settore privato e una conseguente difficoltà nel garantire sempre la copertura di alcune figure fondamentali, soprattutto nelle attività e nei campi.
Il nostro contributo non deve quindi essere quello di sostituirci ai giovani, ma di affiancarli con discrezione e competenza, mettendo a disposizione ciò che abbiamo imparato lungo il nostro cammino.
Quindi, la mia disponibilità nasce, quindi, non dalla presunzione di avere risposte già pronte, ma dalla volontà di mettermi ancora una volta in cammino. Il mio percorso personale, familiare, professionale, ecclesiale e scout mi ha insegnato che nessuno cresce da solo e che ogni esperienza acquista valore quando viene condivisa e messa al servizio degli altri. È questo, in fondo, ciò che continuo a cercare nello Scautismo Adulto: un cammino di crescita personale e comunitaria, alimentato dalla Fede,
vissuto nel servizio e orientato all’ascolto delle persone e del territorio. Con lo stesso spirito con cui ho iniziato il mio cammino scout e che mi ha sempre accompagnato, oggi sento di poter dire ancora “Eccomi”, con entusiasmo, responsabilità e disponibilità a fare del mio meglio.
