
Prete, scout, educatore e fondatore della “Città dei Ragazzi”
Don Enrico Smaldone nasce ad Angri (SA) il 22 novembre 1924, in una famiglia numerosa composta da quattro sorelle e sei fratelli.
Matura il desiderio di diventare sacerdote nel Seminario diocesano di Nocera Inferiore, proseguendo poi gli studi liceali e teologici a Sa- lerno. Viene ordinato sacerdote il 13 luglio 1941, in un contesto so- ciale profondamente lacerato dalla guerra.
Inizia la sua missione sacerdotale animato dal desiderio di farsi “prossimo”, per curare le miserie materiali, sociali e spirituali del suo tempo.
All’indomani della guerra, con la libertà finalmente riconquistata, ra- duna gli scout dello storico Gruppo A.S.C.I. e, in loro, fa rifiorire i valori della Legge e della Pro- messa: un fuoco di azione e di servizio rimasto a lungo coperto dalle ceneri del fascismo. Il gio- vane don Enrico riaccende non solo il senso dello stare insieme come scout, ma anche quello dell’aiuto concreto verso gli altri, in ogni circostanza.
La dolorosa evidenza degli amari frutti della guerra si trasforma presto in azione e accoglienza per i ragazzi che vagavano come fantasmi per le strade di Angri e dei paesi vicini.
Il 10 luglio 1949 inizia l’avventura della costruzione di un luogo accogliente ed educativo, desti- nato a diventare la “Città dei Ragazzi”.
La carità che anima tanto il suo ardire si traduce in azione e opportunità concrete di affranca- mento da diverse forme di dipendenza, attraverso l’istruzione e l’apprendimento di competenze professionali (falegnameria, fresatura, carpenteria…).
Il metodo scout, con i suoi valori e principi, ispira e sostiene la formazione di cittadini attivi e operosi di questa “Città” abitata da ragazzi.(*)
Ha inizio così l’audace avventura di questo sognatore di inclusione e di futuro.
Noi scout di oggi raccogliamo il testimone di questo grande educatore del nostro tempo.
Il 18 dicembre 2020 la Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno ha aperto la causa di beatificazione di don Enrico.
(*) Dal Diario di don Enrico: Che sarà il loro domani se non si trova qualcuno che li accolga con amore e li educhi additando loro la via dell’onestà e del bene?

