
SCAFATI (SA) 21/01/1952— 13/02/2019
Per tutti, Giovanni Vitiello era semplicemente Giovanni “ ‘o sceriffo” per la sua mania in eta’ giovanile di indossare un cappello da cow-boy e per il suo potentissimo tiro in porta paragonato ad una fucilata. Figlio di contadini, uomo di sport, appassionato del calcio, quello vero, quello puro, libero da interessi reconditi o condizionamenti esterni, quel calcio che doveva trasmettere valori di vita, di eguaglianza di solidarietà e di fratenità. Gli stessi valori che lui trasmetteva ai suoi ragazzi, noncurante del risultato finale di una semplice partita di calcio, ma con l’occhio sempre attento all’applicazione dei valori nei quali credeva fermamente. Intere generazioni di giovani scafatesi, ai quali “ ‘o sceriffo” ha dedicato tutta la sua vita, hanno indossato la casacca giallo-verde della Juvenilia prima e del L.In. G. poi. (Liberi Interscambi Giovanili). La sua non era una semplice scuola calcio: era una vera e propria scuola di vita, dove i giovani calciatori erano seguiti anche fuori dal rettangolo di gioco per accertarsi del buon andamento scolastico e del loro comportamento nella società e nella famiglia. Fucina anche di campioni che hanno calcato palcoscenici di serie A come Massimo Rastelli e Vincenzo Sicignano, per non dimenticare i tanti che hanno militato o militano ancora in serie B e serie C. All’inizio degli anni 80 fu un vero e proprio precursore organizzando una serie di TORNEI in giro per l’Europa ed ospitando poi le squadre avversarie presso le famiglie dei suoi calciatori con un solo motto; “ IL MONDO COME FAMIGLIA ATTRAVERSO LO SPORT “. Alla sua morte, in segno di perenne riconoscimento per la sua opera di educatore l’Amministrazione Comunale, volle intitolargli lo stadio di Scafati.





