
Padre Arturo D’Onofrio
(Visciano, 8 agosto 1914 – 3 novembre 2006)
E’ stato un presbitero italiano, fondatore della Piccola Opera della Redenzione e di due congregazioni religiose dedite all’assistenza dei giovani e dei poveri.
Origini e vocazione
Nato a Visciano da Luigi e Chiara Fusco, manifestò fin da bambino una forte sensibilità religiosa e il desiderio di diventare sacerdote missionario. Dopo gli studi nel seminario di Nola e un’esperienza nel PIME (interrotta per motivi di salute), completò la sua formazione teologica a Tortona, dove conobbe san Luigi Orione e ebbe come confessore san Giovanni Calabria, dai quali trasse ispirazione per la sua futura opera. Fu ordinato sacerdote il 12 marzo 1938.
La fondazione della Piccola Opera
Nel Natale del 1943, a causa degli eventi bellici che gli impedirono di tornare a Tortona, padre Arturo accolse nella sua casa paterna a Visciano il primo bambino bisognoso, dando inizio alla Piccola Opera della Redenzione. Il suo impegno si concentrò da subito sulla cura dell’infanzia abbandonata, aprendo orfanotrofi a Visciano e Torre Annunziata.
Le Congregazioni e lo sviluppo
Insieme a madre Anna Vitiello, incontrata nel 1945, fondò nel 1948 la congregazione femminile delle Piccole Apostole della Redenzione.
Successivamente, nel 1954, diede vita alla congregazione dei Missionari della Divina Redenzione per la formazione di sacerdoti educatori.
Padre Arturo promosse numerose iniziative per lo sviluppo umano e spirituale dei giovani:
- Il Villaggio del Fanciullo: costruito a Visciano grazie al “pellegrinaggio delle pietre”, dove migliaia di fedeli portarono a mano il materiale necessario.
- Mezzi di comunicazione: fondò la rivista Redenzione (1947), la casa editrice LER (1952) e Radio Carpine (1976) per l’evangelizzazione.
- Espansione missionaria: a partire dagli anni ’70, l’opera si diffuse all’estero, raggiungendo Colombia, Guatemala, Messico, El Salvador, India e Perù.
Morte e Beatificazione
Padre Arturo morì a 92 anni il 3 novembre 2006 a Visciano. Attualmente è in corso il suo processo di beatificazione ed è venerato come Servo di Dio. La sua eredità spirituale è riassunta nella sua celebre frase: “Darei tutti i tesori del mondo per il sorriso di un bambino”.
LA STORIA E L’EVOLUZIONE dell’Istituto Anselmi di Marigliano, fondato da Padre Arturo D’Onofrio all’interno dell’Opera della Redenzione.
Origini e Fondazione
- Inaugurazione: L’istituto fu inaugurato il 26 ottobre 1952, nel giorno della festa di Cristo Re.
- La donazione: La nascita dell’istituto fu resa possibile dalla generosità della nobildonna Luisa Anselmi, la quale, dopo aver conosciuto Padre Arturo tramite Mons. Matteo Sperandeo e Mons. Michele Camerlengo, decise di donare il suo immenso fabbricato di Marigliano per un’opera di carattere sociale.
- Scopo iniziale: L’istituto nacque come “Istituto Artigiano Anselmi” con l’obiettivo di accogliere gli orfani e fornire loro un’istruzione e un addestramento professionale per prepararli al futuro.
Sviluppo e Attività nel Tempo
- Formazione professionale: In cinquant’anni di attività, centinaia di ragazzi hanno appreso diversi mestieri, tra cui meccanica, falegnameria, calzoleria, tipografia, legatoria, marmistica e ceramica.
- Crescita strutturale: Il complesso si è ingrandito nel tempo con nuove costruzioni, arrivando a ospitare fino a 130 giovani orfani.
- Cultura e musica: Sotto la guida del Maestro Michele Avella, fu creata anche una banda musicale che si è esibita con successo sia in Italia che in Svizzera.
L’Evoluzione Moderna (2002)
- Ristrutturazione: Al compimento del suo 50° anniversario (nel 2002), l’Istituto Anselmi è stato descritto come una realtà in fase di profonda ristrutturazione per affrontare le nuove sfide dell’emarginazione giovanile.
- Nuovi servizi: Tra i progetti più recenti citati figurano una nuova tipografia con casa editrice, un centro di accoglienza con nuovi macchinari, una palestra e una scuola di informatica.
Eredità Spirituale
Luisa Anselmi: La sua figura è celebrata per aver compreso che “solo donando si riceve”, trasformando la propria casa in una speranza per i giovani.
Padre Arturo: Definito il “padre” degli orfani, Padre Arturo è ricordato come una figura centrale che ha dedicato la vita all’amore per il prossimo. È sepolto nella cripta della Basilica-Santuario della Madonna Consolatrice del Carpinello.
